Colera

Il colera è una malattia infettiva caratterizzata da diarrea acquosa che può, nel giro di qualche ora, portare a grave disidratazione. Se la malattia non è trattata, è letale in oltre il 50% dei casi.

ll colera è una malattia infettiva caratterizzata da diarrea acquosa a insorgenza acuta, che può, nel giro di qualche ora, portare a grave disidratazione. Se la malattia non è trattata, è letale in oltre il 50% dei casi.

L’agente responsabile è il Vibrio cholerae, un batterio a forma di bastoncino corto e ricurvo; i ceppi tossigenici, una volta superata la barriera gastrica,  producono una potente tossina a cui si devono i sintomi della malattia.  Solo i sierogruppi 01 e 0139 hanno dato origine a epidemie.

Il colera è endemico in circa 50 Paesi, in particolare in Africa e nel sud e sud-est Asiatico.

Vie di trasmissione

La trasmissione avviene per via oro-fecale. L’uomo e l’acqua (soprattutto salmastra) fungono da serbatoio. L’infezione in genere avviene tramite l'assunzione di acqua contaminata o più raramente in seguito all'ingestione di alimenti (verdura, frutta, molluschi) contaminati.

La trasmissione diretta persona-persona è stata riportata ma è poco frequente.

Sintomi e complicanze

La malattia si manifesta, dopo una breve incubazione di 2-3 giorni, con diarrea intensa e con numerose scariche sempre più liquide e incolori, con aspetto tipico ad “acqua di riso” e con enormi perdite di liquidi e di sali minerali. Spesso vi è il vomito che aggrava lo stato di disidratazione. Se non si interviene tempestivamente con adeguata idratazione e reintegro dei sali minerali persi, la situazione clinica può portare a morte. Tuttavia, in circa 75% dei casi, potrebbe non comportare l’insorgenza di alcuna sintomatologia. 

Impatto sulla popolazione

Nel corso del diciannovesimo secolo, ha causato sei pandemie e ucciso milioni di persone, originandosi a livello del delta del Gange. La settima pandemia, iniziata in Asia meridionale nel 1961 e poi estesasi in Africa nel 1971 e in America nel 1991, è attualmente in corso. Oggi la malattia è considerata endemica in molti Paesi e il batterio responsabile non è ancora stato eliminato dall'ambiente. 

L’assenza o la carenza di acqua potabile o di acque contaminate e le inadeguate condizioni sanitarie di alcune aree, spesso unite a un generale stato di povertà e di degrado, sono le principali cause di diffusione del colera. Le aree tipicamente a rischio sono le periferie urbane o i campi di rifugiati, dove la totale mancanza di infrastrutture rende completamente inadeguate le condizioni sanitarie, e dove l’assenza di sistemi fognari efficienti favorisce la contaminazione delle acque. Queste condizioni fanno dei Paesi in via di sviluppo le aree a maggior rischio di diffusione della malattia. Nel 2005, in concomitanza con un aumento delle popolazioni vulnerabili, è stato registrato un aumento della diffusione della malattia. Nel 2006 i casi sono notevolmente aumentati per un totale di 236.896 contagi in 52 diversi Paesi. Tuttavia, il numero è sicuramente sottostimato, visto che si calcola che venga segnalato all’OMS solo il 10% dei casi effettivi. Nel periodo 2006-2008 sono stati registrati focolai ed epidemie di colera in Africa sub-sahariana e in Asia meridionale e orientale. Negli anni 2007 e 2008 l’Oms ha segnalato la presenza di epidemie di colera in Iraq e Zimbabwe. Nel febbraio del 2009, il ministero della Salute dello Zimbabwe ha segnalato oltre 65 mila casi di colera che hanno provocato la morte di circa 2 mila persone in tutto il Paese. L’epidemia si è poi estesa ai Paesi limitrofi, in particolare in Sud Africa e in Botswana. Nel luglio 2012 l’OMS ha segnalato epidemie di colera a Cuba riportando 158 casi con 3 decessi ed infine un’altra epidemia è stata segnalata ad ottobre in Sierra Leone dove il numero totale dei casi segnalato è stato di 20.736 con 280 decessi. Nel 2015, secondo l’OMS, sono stati notificati 172.454 casi di colera da 42 Paesi (16 in Africa, 13 in Asia, 6 in Europa, 6 nelle Americhe e 1 in Oceania), responsabili di 1304 decessi. Tali dati documentano un decremento del 9% rispetto al 2014, anno in cui sono stati notificati 190.549 casi.

In Italia, l’ultima importante epidemia di colera risale al 1973 in Campania e Puglia. Nel 1994 si è verificata a Bari un’epidemia di limitate proporzioni, in cui sono stati segnalati meno di 10 casi. Da allora, l’unico episodio descritto risale all’agosto del 2008 in un soggetto di sesso maschile rientrato da un viaggio all’Estero (Egitto).

Sierra Leone: epidemia colera, 10 mila casi e 176 morti

Emergenza colera in Sierra Leone dove da inizio anno si sono registrati 10 mila casi e 176 morti. La zona più colpita e' Freetown, la capitale del piccolo Paese dell'Africa occidentale, dove nell'ultimo mese sono morte 100 persone (repubblica.it - 21 Agosto 2012).


Fonti / Bibliografia
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